Introduzione


Obiettivo del lavoro, che qui si propone, è lo studio e la valorizzazione di un itinerario, che colleghi un nucleo di piloni votivi situato nell'area del comune di Sampeyre.
Il percorso scelto copre un'area limitata del comune di Sampeyre, e segue un andamento circolare, ad anello, con partenza e ritorno al nucleo abitativo principale.
Esso è stato pensato in rapporto ad un futuro lavoro di valorizzazione, recupero e restauro sia dei piloni votivi, sia dei sentieri sui quali essi si trovano attraverso la realizzazione di segnaletica atta a far conoscere queste preziose testimonianze del passato.
Molti sentieri, infatti, si trovano in cattivo stato e sono quasi impraticabili a causa della fitta vegetazione che con il passare degli anni e l'abbandono di molte borgate è ritornata "padrona" della montagna.
È proprio quest'ultima considerazione sullo stato d'abbandono dei sentieri, delle borgate e in molti casi degli stessi piloni che mi ha portato a scegliere, per il mio lavoro, un percorso ad anello che tocca le borgate del Comune di Sampeyre situate sul versante soleggiato, alla sinistra orografica del torrente Varaita.
Percorso che mi auguro possa poi essere ripulito e risistemato, per poter essere agibile a tutti coloro che vorranno scoprire e ritrovare quei segni della religiosità popolare che sono i Piloni.
Per svolgere questa ricerca sui piloni votivi presenti nel comune in cui vivo, mi sono avvalsa del "Fondo Martinelli" acquistato dal Comune di Sampeyre [1] nel 2001 e ora conservato presso il Museo Storico Etnografico del paese.
In seguito a tale acquisizione, in occasione delle celebrazioni per il Giubileo, l'Associazione Piemonte Turistico in collaborazione con la Regione Piemonte, la Provincia di Cuneo, il Comune di Sampeyre e la Comunità Montana Valle Varaita ha realizzato 20 pannelli didattici ed una cartina per la mostra "I Piloun.
Piloni Votivi di Sampeyre e dell'Alta Valle Varaita" presentata a Sampeyre dal 23 dicembre 2000 al 7 gennaio 2001.
Questi pannelli sono stati esposti a fianco dei 48 tabelloni a suo tempo creati dallo stesso Martinelli.
Essi, realizzati tra il 1981 e il 1988, dal sig. Elio Martinelli [2], contengono una documentazione fotografica dei piloni votivi presenti nella media ed alta Valle Varaita (ne mancano solo quattro o cinque su un totale di 176).
La maggior parte dei piloni censiti presenta una datazione abbastanza recente compresa tra la prima metà del XX secolo e quello immediatamente precedente (58 piloni datati dal 1800 al 1895; 60 piloni dal 1905 al 1966).
In alcuni casi si tratta di rifacimenti di strutture preesistenti, soprattutto sei-settecentesche.
Gli esempi più antichi sono assai rari (18 piloni datati dal 1723 al 1797).
Dei 176 piloni censiti 66 sono senza nome del pittore o con nome illeggibile; 40 piloni sono senza data o con data non leggibile.
Secondo l'uso del luogo, i nomi delle borgate e dei piloni mantengono le forme linguistiche originarie della parlata locale; solo i toponimi ufficiali (comuni e frazioni) presentano la forma italiana.
A Sampeyre le edicole votive si dicono "piloun", a Bellino "oratori", a Casteldelfino e Pontechianale "ouratori".
[3]Prima di analizzare l'origine, la storia e le tipologie dei piloni votivi presenti nel Piemonte sud-occidentale e sul territorio del comune di Sampeyre in particolare, per meglio comprendere l'origine ed il motivo della loro erezione, sarà opportuno presentare alcune notizie geografiche e storiche sulla Valle Varaita e su Sampeyre.



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